VINI ROSSI
  • 26 MARZO 2014
  • 2 min
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Jungano l’Aglianico dei bufali

Un pranzo domenicale è spesso un momento molto atteso durante la settimana, ma stavolta lo era ancor più.Il motivo? La pregiata carne dell’amico Filiberto allevata nella zona del beneventano ed allevata alla vecchia maniera, macellata nei paraggi e c...

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by WineAtWine
Redazione Wine at Wine

Jungano l’Aglianico dei bufali

Un pranzo domenicale è spesso un momento molto atteso durante la settimana, ma stavolta lo era ancor più.
Il motivo? La pregiata carne dell’amico Filiberto allevata nella zona del beneventano ed allevata alla vecchia maniera, macellata nei paraggi e consumata a qualche kilometro di distanza.

Da amante della carne rossa la bistecca più corposa spetta a me, come deciso da mio padre, vista la soddisfazione che prova nel vedermela divorare.

Cotta sulla brace di legno di quercia non chiede null’altro che incontrare qualcuno che renda onore al sacrificio dell’animale allevato.

La soddisfazione che la carne sia apprezzata non è sola a tavola; a farle compagnia è infatti l’appagamento che sento nel far provare a mio padre ed agli altri commensali vini che li sorprendano in positivo.

Co-protagonista dell’abbinamento domenicale è un vino delle terre campane, comprato oltre un anno fa e rimasto lì ad attendere la giusta occasione; si tratta del Jungano 2010!

Il Jungano è un aglianico IGT prodotto dall’azienda agricola San Salvatore.
Il nome del vino trae origine dalla località dove ha sede la cantina, Giungano per l’appunto, nei pressi di Salerno, nei pressi del Parco Nazionale del Cilento, a pochi passi da Paestum.

L’azienda alleva bufale e produce derivati del latte; grazie alla sua attività dà lavoro a circa 30 persone.
Coltivazioni sostenibili, rispettose della natura e della biodiversità.

Tornando al nostro vino l’impressione è subito quella di un vino nato dalla cura dei dettagli, già solo a guardare l’etichetta.
Un vino che è il frutto di grappoli di aglianico coltivati su un terreno argilloso fermentato in acciaio e affinato in legno.
La gradazione è piuttosto elevata e si aggira attorno ai 14,5°.
Una volta aperto l’odore è già da subito intenso e vivace.
La stessa vivacità la ritroviamo nel bicchiere, un nettare espressivo, con personalità e carattere.
Al palato è piacevole, avvolgente, estremamente profumato.
Molto corposo e persistente lascia sicuramente il segno impressionando positivamente olfatto e palato; l’ideale con la mia bistecca!

Un ottimo rapporto qualità prezzo per un vino il cui costo fluttua tra i 10 ed i 14 euro.

Un vino che ci sentiamo di consigliare anche per i valori dell’azienda e per il modo in cui viene realizzato.
Certamente non ne resterete delusi specie se andrete ad abbinarlo con una sugosa bistecca.

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