La nobiltà di chiamarsi NEBBIOLO
Il nebbiolo è un vitigno tanto prezioso nei vini che produce quanto esigente nelle condizioni che richiede per dare i suoi migliori frutti.
Nel panorama vitivinicolo italiano il nebbiolo è sicuramente uno dei vitigni più pregiati, è infatti alla base di alcuni dei vini italiani più conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo.
Tra questi meritano menzione certamente il Barolo ed il Barbaresco che vengono prodotti, con nebbiolo in purezza.
Lo si può considerare un vitigno decisamente “difficile” e “selettivo”, richiede infatti di condizioni ambientali specifiche dove crescere, mirate cure in vigna ed attenti affinamenti in cantina; solo rispettando, ed in un certo senso, assecondando questi tre elementi si possono ottenere vini di altissimo livello e di grande piacevolezza al palato.
Ancora oggi il suo nome ha origini non del tutto certe.
C’è chi lo attribuisce alla presenza di abbondante pruina che ricopre i suoi acini e che in fase di maturazione forma una pellicola che richiama alla mente il colore opalescente della nebbia; oppure chi lo lega al fatto che essendo un vitigno “tardivo”, infatti, il suo periodo della vendemmia avviene molto spesso in pieno autunno in giornate in cui le nebbie avvolgono le dolci colline dove viene coltivato.
Il nebbiolo è caratterizzato da una vite molto rigogliosa che da origine ad una fase vegetativa decisamente esuberante e che deve essere sempre tenuta sotto controllo con potature verdi.
Il grappolo ha forma semi-piramidale, quasi cilindrico e di media grandezza con acini tendenzialmente sferici e con bucce decisamente cariche di tannino il quale verrà poi mitigato in fase di affinamento, perdendo così l’iniziale irruenza per divenire, nei vini migliori quasi setoso.
La principale area geografica dove questo vitigno ha trovato il terroir ideale per dare i risultati migliori è quella delle Langhe, una zona collinare frastagliata di paesi carichi di storia e castelli medioevali che si estende dal basso cuneese all’astigiano, e del Roero, sempre in provincia di Cuneo, ma il nebbiolo viene anche coltivato in tutta quella fascia collinare ai piedi delle Alpi che va dalla provincia di Torino sino al novarese
Varcando i confini piemontesi le aree di maggiore rilevanza dove si producono vini a base nebbiolo, sono la bassa Valle d’Aosta ed in Lombardia la Valtellina.
A seconda della zona di provenienza variano ovviamente le caratteristiche ed i nomi del vitigno che viene chiamato: Spanna nel vercellese e novarese, Chiavennasca in Valtellina, Picoultener nel canavesano e Valle d’Aosta; il comune denominatore risiede nel carattere deciso e schietto del nebbiolo.





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