L'Aversa Asprinio è un vino la cui produzione è consentita nelle province di Caserta e Napoli ed in particolare nei comuni di: Aversa, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce, Casapesenna, Cesa, Frignano, Gricignano di Aversa, Lusciano, Orta di Atella, Parete, San Cipriano di Aversa, San Marcellino, Sant'Arpino, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Villa di Briano e Villa Literno, in provincia di Caserta, e Giugliano, Qualiano e Sant'Antimo in provincia di Napoli.
Il vino ha ottenuto il riconoscimento della DOC che prevede l’utilizzo almeno dell’85% di Asprinio e massimo un 15% di altre uve locali a bacca bianca.
Le origini sono lontane e confuse: etrusche, greche o francesi? Forse però il merito di aver valorizzato enologicamente questa zona per la prima volta bisogna riconoscerlo Louis Pierrefeu cantiniere di Roberto d’Angiò che scelse la zona per dar vita a vini spumanti. Il sistema di allevamento era unico: i tralci di vite crescevano in altezza fino a 15 metri poggiandosi agli alberi di pioppo presenti in zona; questo sistema è detto Alberata Aversana e qualche produttore ancora lo mantiene lasciando che questi giganti verdi vengano su come una barriera naturale.
Come si fa a raccogliere uve così in alto? Facile chiamiamo l’uomo ragno! No, non si tratta di una battuta mal riuscita, ma è realmente così che sono chiamati gli uomini atti a questo compito che, armati di scale personali strette e lunghe realizzate con una “coda” appuntita a posta per conficcarsi nel terreno e dare stabilità. Gli uomini sulla scala calano “o panaro” al “personale di terra” che si occupa di svuotare e rimandare su il cesto generalmente in vimini.
I grappoli di asprinio sono gialli-verdognoli e, grazie alla distanza dal suolo non vengono influenzati durante la maturazione dal calore riflesso dal terreno ed è probabilmente per questo che conservano un alto grado di acidità e quella nota acre.
L’Asprinio, è una SPECIE di vitis silvestris, da vita a vini secchi, “asprigni”, dissetanti dal colore colore paglierino chiaro con lievi riflessi verdognoli, con profumi intensi e fruttati.
Può essere vinificato in bianco e spumante.
Il vino Asprinio è da servire piuttosto fresco; sia nella versione ferma che nelle varianti “angioine” (spumanti) demi-sec e brut è abbinabile con tartine, piatti di pesce, crostacei, anguille fritte, insalate di mare, frutti idi mare e molluschi e si addice sia a fare da partner di aperitivo sia ad essere compagno dell’intero pasto. C’è chi lo abbina anche alla mozzarella di bufala di Aversa, ma a nostro avviso è perfetto con la pizza napoletana, margherita o marinara, specialmente quella “da teglia”
Veronesi lo definì come un vino “allegro, leggero, brioso”, un vino fresco e piacevole; Mario Soldati, invece lo decantava con queste parole: "Non c’è bianco al mondo così assolutamente secco come l’Asprinio: nessuno. Perché i più celebri bianchi secchi includono sempre, nel loro profumo più o meno intenso e più o meno persistente, una sia pur vaghissima vena di dolce. L’Asprinio no. L’Asprinio profuma appena, e quasi di limone: ma, in compenso, è di una secchezza totale, sostanziale, che non lo si può immaginare se non lo si gusta... Che grande piccolo vino!"





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